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La Direttiva sulla comunicazione della sostenibilità (CSRD) è stata adottata in via definitiva rispettivamente dal Parlamento europeo l’11 novembre 2022 e dal Consiglio europeo il 28 novembre 2022 e pubblicata in Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il 16 dicembre 2022.

La Corporate Sustainability Reporting Directive obbliga le grandi imprese dell’UE a pubblicare regolarmente i loro dati sull’impatto ambientale, sulle persone, sul pianeta e sui rischi di sostenibilità a cui sono esposte.

LE NOVITA’ INTRODOTTE DALLA CSRD

La CSRD introduce importanti novità in tema di rendicontazione della sostenibilità aziendale, nello specifico:

  • L’AMPLIAMENTO DEI SOGGETTI INTERESSATI RISPETTO ALLA PRECEDENTE NORMATIVA: dovranno redigere il report di sostenibilità tutte le grandi società e tutte le società quotate sui mercati regolamentati dall’UE, tranne le microimprese quotate. Sono incluse anche le società extra-UE che sono quotate sui mercati regolamentati dell’UE e le filiali UE di società non UE.
  • L’OBBLIGO DI COLLOCAZIONE DELL’INFORMATIVA NELLA RELAZIONE SULLA GESTIONE: la proposta elimina la possibilità per gli stati membri di consentire alle società di pubblicare le informazioni in una relazione separata. Ciò permette una pubblicazione simultanea di informazioni finanziarie e non, con lo scopo di poterle leggere e analizzare in maniera integrata.
  • IL PRINCIPIO DI DOPPIA MATERIALITÀ: le imprese sono tenute a specificare sia come i fattori di sostenibilità influenzano lo sviluppo e la performance aziendali (prospettiva outside-inside), sia come l’attività dell’azienda impatta sulla società e sull’ambiente (prospettiva inside-out).
  • L’INTRODUZIONE DI STANDARD DI RENDICONTAZIONE EUROPEI: gli standard sono in corso di elaborazione da parte dello “European Financial Reporting Advisory Group” (EFRAG), che proporrà standard differenti per le imprese di grandi dimensioni e PMI. Gli standard conterranno principi di informativa su fattori ambientali, sociali e di governance. Le informazioni ambientali verranno comunicate secondo i criteri previsti dalla Tassonomia Green. Lo standard previsto per le PMI quotate potrà essere adottato anche dalle PMI che vorranno rendicontare la sostenibilità in maniera volontaria. Nella seconda metà 2023, EFRAG pubblicherà la bozza di standard settoriali per il reporting di sostenibilità e degli standard ad hoc per le PMI.
  • IL FORMATO ELETTRONICO UNICO DI COMUNICAZIONE: la direttiva introduce l’obbligo di redigere il bilancio e la relazione sulla gestione in formato XHTML e di contrassegnare (tramite tag) le informazioni sulla sostenibilità.
  • OBBLIGO DI CERTIFICAZIONE: l’informativa deve essere certificata da un revisore o da un certificatore indipendente accreditato.
  • ESTENSIONE ALLE IMPRESE NON EUROPEE: l’obbligo di presentare una relazione sulla sostenibilità si applica a tutte le imprese che realizzano ricavi netti delle vendite e delle prestazioni superiori a 150 milioni di EUR nell’UE e che hanno almeno un’impresa figlia o una succursale nell’UE (esercizio finanziario 2028, pubblicazione nel 2029).

DIFFERENTI FASI DI APPLICAZIONE

  • 1º gennaio 2024 per le imprese già soggette alla direttiva sulla comunicazione di informazioni di carattere non finanziario (pubblicazione nel 2025) (grandi imprese con più di 500 dipendenti).
  • 1º gennaio 2025 per le grandi imprese attualmente non soggette alla direttiva sulla comunicazione di informazioni di carattere non finanziario (pubblicazione nel 2026) (grandi imprese con più di 250 dipendenti e/o 40 milioni di euro di fatturato e/o 20 milioni di euro di attività totali).
  • 1º gennaio 2026 per le PMI quotate (pubblicazione nel 2027) con una possibile deroga che consentirà alle stesse di optare per un’esenzione dall’applicazione della Direttiva fino al 2028.

LE PMI NON QUOTATE

Per quanto riguarda le PMI che non sono quotate, sebbene la rendicontazione non finanziaria non sia obbligatoria sarà sempre più richiesta dai partner finanziari o commerciali: le grandi aziende, infatti, già oggi richiedono che i propri fornitori abbiano dichiarazioni non finanziarie nel proprio bilancio e lo faranno in maniera crescente per soddisfare sia le novità introdotte dalla nuova direttiva CSRD sia le evoluzioni del mercato e le richieste dei propri clienti.

Al di là della nuova normativa è quindi il mercato stesso che richiede, oggi, alle imprese di rendere trasparente il proprio impegno sui temi della sostenibilità.

La CSRD è una delle pietre miliari del Green Deal europeo e dell’Agenda per la finanza sostenibile e fa parte di una più ampia politica dell’UE volta a far sì che le imprese rispettino i diritti umani e riducano il loro impatto sul pianeta.

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